XIII Edizione - 2009
SIENA 11 OTTOBRE 2009 Chiusura in grandissimo stile ieri sera per la XIII edizione del terra di Siena Film Festival. Il chiostro della Basilica di San Francesco a Siena, trasformato per l'occasione in un'accogliente scenografia da film hollywofìdiano, con divani e poltrone dove gli ospiti, i registi, i critici, e gli attori hanno passato la serata, illuminati dalle candele accese intorno a tutto il chiostro, a parlare e scambiarsi opinioni sul cinema di oggi, assaggiando i prodotti tipici toscani. La lunga serata si è aperta alle 18.30, nell'aula “Franco Romani” della Facoltà di Economia dell'Università degli studi di Siena, che si affaccia sul chiostro di San Francesco, con la proiezione del film “lost Horizon” di Frank Capra. Un evento speciale, che ha attirato centinai di persone, molte delle quali sono dovute restare in piedi, per vedere la versione restaurata di questo magnifico film presentato dal critico cinematografico Gregorio Napoli. Nel frattempo arrivavano gli ospiti più attesi: la costumista Premio Oscar Gabriella Pescucci, una splendida e dolcissima Valeria Golino, accompagnata dai suoi amici di vecchia data Bob Rafelson e Donal Ranvaud.
A termine del film di Frank Capra, il conduttore della serata, Federico Fazzuoli , ha presentato il giornalista senese massimo biliorsi, che ha magistralmente, ricordando la sua carriera, Gabriella Pescucci, visibilmente commossa dalle parole di Biliorsi. La Pescucci ha ricevuto così, dopo aver visto alcune immagini dei film per i quali lei ha creato i fantastici costumi, l'omaggio del Terra di Siena Film festival. Omaggio realizzato dalla pittrice senese Rita Petti, già pittrice del drappelone per il Palio di Siena del 2 luglio 2005.
Dopo la premiazione in sala si sono nuovamente spente le luci ed accesi i maxischermi, per assistere allo straordinario cartone animato “La luna nel deserto” del regista Cosimo damiano damato, che, nonostante i suoi numerosi impegni in giro per l'Italia per la promozione del suo nuovo capolavoro “Alda Merini una donna sul palcoscenico” è voluto essere presente al Terra di Siena. Un cartone animato che ha coinvolto sentimentalmente tutto il numeroso pubblico presente, per la sua semplicità di narrazione di un tema così importante quale l'integrazione razziale. La stessa Gabriella Pescucci a termine della proiezione lo ha definito. “Un film dolcissimo”. L’idea del film è nata da un racconto di Raffaele Nigro: Desdemona e Cola Cola (edito da Giunti). Il film narra della storia d’amore interculturale tra una gazza originaria del deserto africano e una colomba veneziana. Superati manifesti razzismi, i due coroneranno il sogno d’amore e condivideranno con gli altri il dono della poesia impersonato dalla luna. La rosa degli attori che hanno generosamente prestato la propria voce a La luna nel deserto annovera Michele Placido (il leone narrante), sua figlia Violante (la colomba Desdemona), Renzo Arbore (il cammello Tutankamon), Caterina Sylos-Labini (la luna), Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo (ilpollo Marco e il colombo Cristoforo), Attilio Romita (il pellicanoSharabun), Leonardo Metalli (la gazza Cola Cola) e, in partecipazione davvero straordinaria, il nonno Arnoldo Foà. Un capitolo a parte merita la musica del film, composta dai brani che hanno fatto la storia più bella dei Radiodervish, con un ruolo (sempre animato) per la voce di Nabil, ovvero la gazza Muezzin. Un grande onore davvero per il festival averlo potuto proiettare, oltretutto con il regista presente.
Terminate le proiezioni sono proseguite le premiazioni. L'altro omaggio del Terra di Siena era quest'anno dedicato al grande regista americano Bob Rafelson. Ad omaggiarlo sono stati simpaticamente i goliardi senesi che gli hanno offerto il goliardo(il cappello che ogni goliardo indossa per sempre nella vita) cantando poi con lui alcune canzoni appunto goliardiche. Un momento davvero divertente che ha divertito molto i presenti.
Poi, i film in concorso. La giuria, quest'anno composta da studenti universitari di Siena, capitanati da Duccio Scheggi hanno voluto premiare il film “In my pocket” del regista americano David Lisle Johnson. Dolcissimo il regista, che ha soggiornato a Siena per l'intera durata del Festival, visibilmente commosso ha ritirato il suo premio: il Sanese d'oro: moneta antica tutta fatta di oro coniata a Siena, verso il 1340, di peso e bontà simile al fiorino. Un premio prestigioso che Siena dona solo in particolari occasioni. Il film scelto dagli studenti, era piaciuto moltissimo anche al pubblico presente in sala nella serata di proiezione. Un film che narra il drammatico viaggio nella spirale della violenza della droga attraverso due personaggi. Stephen Jameson ha pianificato la sua vita: college e facoltà di medicina per diventare infine un chirurgo ricco e famoso, ma in una città come Los Angeles in cui non esiste niente che ‘non si possa fare’ è molto facile imboccare la strada sbagliata. Stephen cade nella trappola della droga dalla quale non riesce ad uscire. Robb Vills è una vera e propria rock star, ma scaricato dalla sua band entra anch’esso a contatto con l’inferno della dipendenza dalla droga. Due persone completamente diverse si trovano davanti allo stesso problema e cercando di risolverlo si ritrovano nello stesso centro di riabilitazione.
Il premio del pubblico è invece andato quest'anno al film “Il compleanno”, applauditissimo nella serata di proiezione. Un film di Marco Filiberti, che ritirato il premio, con un cast davvero eccezionale tra cui, Alessandro Gassman e Piera degli espositi. Un film forte, su una tematica di cui è sempre bene continuare a parlare. Infatti il film racconta Due coppie di amici affittano una casa al mare per passare insieme l’estate. Diego, interpretato da Alessandro Gassman, è un uomo superficiale, l’eterno ‘ragazzo’ all’italiana, d’animo buono ma con un carattere debole che soffre per non essere riuscito a raggiungere ciò che voleva nella vita. Shary (Michela Cescon), è sua moglie; americana, donna forte, intraprendente che ha cresciuto da giovanissima e sola il figlio David. L’altra coppia è formata da Matteo, interpretato da Massimo Poggio, e da Francesca (Maria de Medeiros). Lui, psicanalista, uomo colto e intelligente nonché padre premuroso dovrà affrontare nel corso della vacanza le sue zone più nascoste e in ombra. Lei, è una moglie adorabile, dolce e sensibile. che nei confronti di Matteo prova un senso di inadeguatezza. La vacanza incomincia a prendere una piega diversa dall’arrivo di David, figlio di Diego e Shary. Il ragazzo è cresciuto a New York, dove abita tutt’ora, e ha deciso di passare le vacanze con i genitori. Matteo non vedeva David da quand’era piccolo. Ora è cresciuto, è un bellissimo ragazzo e lo psicanalista rimane inaspettatamente attratto dalla sua bellezza e comincia ad assumere atteggiamenti sempre più irrequieti, rinchiudendosi sempre più nelle sue ossessioni. Nonostante i suoi impegni di lavoro, che lo raggiungono anche in vacanza - le scene con la bravissima Piera degli Esposti sono da non perdere, soprattutto per i bellissimi dialoghi - non riesce a tenere a freno quest’attrazione per David. Nel frattempo i genitori del ragazzo non si accorgono di niente, alle prese anche loro con i loro conflitti di coppia.
Il premio “Music feel” è andato invece a “Zoè”, scelto dalla critica. Giuseppe Varlotta ha ritirato il premio, per il suo film che vede il cantante Francesco Baccini per la prima volta impegnato nel ruolo di attore. Un film anche questo che fa riflettere e che tutti si augurano possa trovare una grande distribuzione. Italia, Ambientato nel corso della II Guerra Mondiale. In un piccolo paese stremato dal conflitto si attendono da un momento all'altro gli alleati. Arrivano invece i tedeschi. I soldati gettano nello scompiglio la fragile armonia della comunità, irrompono nelle case, distruggono e saccheggiano, terrorizzando la popolazione inerme, sottoponendo ognuno dei cittadini, le donne e i bambini, persino il prete, ai loro ordini, alla violenza e al delirio del rastrellamento. Pur di salvare la propria figliola Zoè, Tina, la convince a vagare alla ricerca del padre, un noto capo “partigiano” fuggito nei boschi, e informarlo del pericolo imminente. Zoè inizia così una corsa disperata per la campagna, sulle colline, attraverso le linee nemiche. Lungo la strada, un soldato nemico, ingannato dalle ombre, scambia Zoè per un ragazzo e la insegue. Le ombre dei due vagano veloci tra campi e boschi incessantemente. Alla fine Zoe viene raggiunta e, immobilizzata dalla paura chiude gli occhi, per continuare la sua fuga.
E' stata poi la volta di Valeria Golino, omaggiata dal Terra di Siena. Lei, così come Bob Rafelson e Gabriella Pescucci, ha ricevuto anche la medaglia dell'Università degli studi di Siena consegnata dal Rettore Silvano Focardi. L'omaggio a Valeria Golino è stato invece realizzato da alcuni studenti dell'Istituto d'arte duccio di Buoninsegna di Siena, che insieme al loro Preside Fabio Mazzieri le hanno consegnato le due opere.
A premiazioni avvenute tutti gli ospiti sono usciti nello splendido chiostro per una serata di gala lunga quasi una notte.
















