Programma 2007 | Fuori Concorso
Variazioni sull’arte del vivere
A Bahraini Tale
Titolo originale: Hekaya Bahrainya
Paese: Baharain; 2007; 96’
Regia / Direction: Bassam al Thawadi
Scene / Scene Design: Fareed Ramadan
Montaggio / Editing: Osama Al Saif
Fotografia / Photography: Shamdat Saimudeen
Musica/ Music: Mohamed Haddad
Suono / Sound : Giles Khan
Cast:
Marim Zaiman, Mobark Khamis, Jamaan Alrowaie, Fatima A. Alrahim, Yousif Buhalol, Nadeem Zaiman, Saad Abdullah, Hassan Almajed
Genere/ Genre: Feature Films
scheda tecnica
Bassam Mohammed Al Thawadi è nato nel Bahrain il 13 Dicembre, 1960. Dal 1974 fino al 1978 ha realizzato una sua personale serie di cortometraggi in 8mm - nel 1979 si è recato al Cairo per studiare regia e si è laureato all’Higher Institute of Cinema (Cairo) nel 1982.
Nel 1990 ha diretto e prodotto Al-Hajiz (The Barrier), che viene tuttora considerato il primo film di lungometraggio prodotto Bahrain. 14 anni piu’ tardi, ha diretto e co-prodotto il film Visitor (2004), considerato il primo esempio di rappresentazione del suono tramite sistema Dolby in un film prodotto nell’area del Golfo. Tra il primo ed il secondo film qui citati il regista ha realizzato numerosi documentari.
Ambientato durante la guerra Arabo-Israeliana del 1967, questo dramma epico rappresenta sia la storia personale di una famiglia medio-borghese del Bahrain sia un dettagliato resoconto delle speranze e della fede che tutto il mondo arabo riservava a Jamal Abdul Nasser in qualità di leader politico.
Le implicazioni sociali della trama del film sono evidenti sin dall’inizio e la narrazione è semplice, eppure entrambi gli aspetti sono stimolanti e fanno si che il film esplori in profondità la memoria araba collettiva.
Animanera
Titolo originale: Animanera
Paese: Italia, 2006, 93’
Regia / Direction: Raffaele Verzillo
Soggetto / Subject: Raffaele Verzillo, Pier Francesco Corona
Sceneggiatura / Screenplay: Raffaele Verzillo, Pier Francesco Corona
Cast:
Antonio Friello, Giada Desideri, Luca Ward, Domenico Fortunato, Eljana Popova, Enzo Castaldo, Ettore Belmondo, Nela Lucic, Marco Simeoli, Bruno Governale, Valerio Santoro, Loredana Giordano, Elisabetta Cavallotti, Luis Molteni, Luigi Santoro
Fotografia / Photography: Giovanni Brescini
Musica / Music: 16 Bit
Costumi / Costume Design: Luciana Morosetti
Scene / Scene Design: Fabrizio De Luca
Montaggio / Editing: Elisabetta Marchetti
Suono / Sound: Alfonso Montesanti
Produzione / Production: Progeda s.r.l. in associazione con I.M.S. De Angelis Group
Genere/ Genre: Giallo poliziesco
scheda tecnica
Animanera è una storia d’amore e d’orrore. Un ato di denuncia. E’ spesso sotto la normalità e la rispettabilità che si nasconde l’aberrante depravazione di chi commette violenza contro i bambini. La storia è costruita intorno a Enrico Russo, di giorno un pacato ammnistrtore di condominio e di notte serial killer pedofilo.
Quando era piccolo è stato a sua volta violentato. Un magistrato, un poliziotto e una psichiatra tentano di arrestare il suo scempio. Ma i loro tentativi sono vani:è difficile individuare il marcio che si interseca, si confonde nella normalità di una vita apparentemente sana. La metodicità con cui compie i suoi delitti inizia ad appannarsi quando incontra Andrea, 7 anni, bimbo sensibile e trascurato. Ne resta irretito. Rivede in lui sè stesso, bambino violato e se ne innamora. Vuole proteggerlo e con lui anche quel bambino che un tempo nssuno ha protetto.Ritrovare, attraverso di lui, la purezza che è stata negata alla sua infanzia. Ma l’istinto bestiale ha il sopravvento.
Anche Andrea diventa una sua vittima. La sua stessa eccezionalità si traduce nel sacrificio estremo per giungere finalmente alla liberazione.Saranno gli investigatori a trovare il mostro sull’atto dell’ultima esecuzione.In tempo? Come troppo spesso accade, sarà il caso a determinare la salvezza di Andrea cosi come quella di molti bambini.
Un thriller metropolitano sul tema della pedofilia, Animanera, è l’opera prima di Raffaele Verzillo. Il film vietato ai minori di 14 anni, ha il ritmo di un thriller dark, pieno di riferimenti cinefili, dai polizieschi anni ’70 a classici come Il silenzio degli innocenti.
Deehvari
Titolo originale: Deehvari
Paese: Sri Lanka; 2006; 100’
Titolo internazionale: Fisherman’s Daughter
Regia / Direction: Salinda Perera
Soggetto / Subject: Fisherman’s Daughter di Raja Proctor
Fotografia / Photography:Sunil Wijeratne
Montaggio / Editing: Harris Nandasiri
Cast:
Sangeetha Weeraratne, Joe Abeywickrama, Cyril Wickramage, Trilicia Gunawardena, Jackson Anthony, Veena Jayakody, Roger Seniviratne, Vajira Liyanage
scheda tecnica
Non piu’ bambina, Valli, è costretta ad abbandonare l’orfanotrofio in cui è stata cresciuta e decide di tornare nel villaggio di pescatori in cui è nata, a vivere con suo zio e sua zia. Ai genitori di Valli era stata negata la propria barca da coloro che controllavano tutti i traffici di pesce nella zona del suo villaggio natio. Inoltre, il padre di Valli aveva fabbricato artigianalmente una piroga con la quale lui e sua moglie erano morti in mare. Mentre suo zio e gli altri abitanti del villaggio sembrano rassegnati a vivere in condizioni disagiate e sono sottomessi al rigido regime feudale, Valli, come una outsider, ne è sconvolta.
Lei scopre le iniquità della vita nel villaggio e rimane soprattutto sconcertata dai pregiudizi contro le donne che ritiene intollerabili. Ispirata dal coraggio e dall’indipendenza dei suoi genitori, valli si prepara così a cambiare lo stato delle cose.
La maggiore distanza possibile
Titolo originale: Zui Yaoyuan De Juli
Paese: Taiwan; 2007; 110’
Regia / Direction: Lin Jing-jie
Sceneggiatura / Screenplay: Lin Jing-jie Cast:
Kwai Lun-mei, Mo Zi-yi, Jia Xiao-guo
Fotografia / Photography: Yang Wei-han e Song Wen-zhong
Musica / Music: Zheng Jie-ren
Montaggio / Editing: Liao Quing-song e Chen Xiao-dong
Produzione / Production: Lin Jing-jie per Qixia Films
scheda tecnica
Il tecnico del suono Xiao Tang viene allontanato dalla troupe cinematografica per i suoi continui ritardi, mentre continua a spedire, per posta, audiocassette registrate con i rumori della strada e dei luoghi che percorre alla sua ragazza, che nel frattempo ha cambiato indirizzo e non ha più dato segnali di sé..
I nastri arrivano a Xiao Yun, una giovane che ha appena deciso di interrompere una relazione con un uomo sposato. Xiao Tang fa la conoscenza dello psichiatra A Cai, anch’egli sull’orlo di una depressione in seguito a una delusione sentimentale. Mentre i due si confessano le loro disperazioni esistenziali, Xiao Yun si mette in viaggio alla ricerca dei luoghi delle registrazioni sonore e del loro misterioso artefice.
La dimensione del suono come sensore di una relazione a distanza, ipotetica e suggestiva, tra un ragazzo e una ragazza, tra loro sconosciuti, uniti però dal dolente bisogno di ritrovare forza e speranza, nei giorni malinconici dell’abbandono. Un film spirituale dove gli echi di un mondo segreto servono per isolarsi da una quotidianità estranea, cercando nuovi ormeggi, in un viaggio che diventa prima di tutto il recupero della propria interiorità.
Una coppia di naufraghi, immersi nel mare agitato da una vulnerabilità estrema, dove la solitudine è ammortizzata dal crescente bisogno di registrare i rumori della vita altrui e di ascoltarli, come due extraterresti caduti sulla terra. Lin Jing-jie approda a una spiaggia definitiva, dove l’incontro sembra poter accadere, lasciando però in sospeso un futuro incerto, in una visione surreale del presente in cui lo psichiatra, che attraversa trasversalmente la storia, unisce idealmente i percorsi come un “metteur en scène”.
E’ un cinema che raccoglie la memoria di un’umanità che si spinge filosoficamente alla ricerca del suono della Via Lattea, come se racchiudesse l’essenza della vita, in un flusso temporale molto più terreno, governato dal movimento delle onde del mare, dal passaggio di un treno e dalle voci di un bosco: la maggiore distanza possibile non è tra la vita e la morte, tra le stelle e un registratore, ma è quella tra il mistero della propria esistenza e il desiderio di incontrare qualcun altro, in una sorta di sbandamento emotivo, dove suono e immagine codificano mondi paralleli e, forse, conciliabili. La maggiore distanza possibile
Little Heroes
Titolo orginale: Little Heroes
Paese: Israele; 2006; 76’
Regia / Direction: Itai Lev
Fotografia / Photography: Oref Harari
Montaggio / Editing: Gila Cohen
Musica / Music: Jonathan Bar Giora
Cast:
Alon Lysy, Anastasia Safonon, Daniel Demidov, Nir Zwickel, Chen Koren
scheda tecnica
Una storia emozionante. Un’avventura. Quattro bambini intraprendono insieme un coraggioso viaggio nel deserto di Negev.
Erez, un giovane ragazzo, lotta per fare fronte alla morte del padre e per onorare la sua eredità. A complicare la vicenda sono i bulli della sua classe, con cui è costretto a trattare.
La sua vita cambia quando viene a contatto con Alicia, una ragazza immigrata dalla Russia.Insieme a suo fratello e ad un altro ragazzo, Lior,proveniente da un kibbutz, forma un gruppo molto affiatato. Insieme riescono a superare ogni avversità.
Durante il viaggio che i quattro ragazzi compiono insieme, ciascuno di loro coglie l’opportunità di conoscere molto di se stesso e degli altri compagni.
Rosso Malpelo
Titolo originale: Rosso Malpelo
Paese: Italia; 2007; 90’
Regia / Direction: Pasquale Scimeca
Sceneggiatura / Screenplay: Nennella Buonaiuto, Pasquale Scimeca
Cast
Antonio Ciurca, Omar Noto, Vincenzo Albanese, Marcello Mazzarella, Raffaella Esposito
Fotografia / Photography: Duccio Cimatti
Costumi / Costume Design: Grazia Colombini
Scene / Scene Design: Paolo Previti
Montaggio / Editing: Babak Karimi
Musica / Music: Miriam Meghnaghi
Produzione / Production: Arbash Film ente parco minerario Floristella-Grottacalda
scheda tecnica
In un tempo indefinito della storia, in un luogo imprecisato della terra,
viveva e vive un ragazzo rosso di faccia e di capelli, soprannominato appunto “Rosso Malpelo”.
Rosso Malpelo è povero, così povero che suo padre se lo porta a lavorare in miniera.
Un giorno suo padre muore, schiacciato sotto una frana nella galleria e Malpelo rimane solo: sua madre si risposa e va a vivere in un altro paese. La sorella se ne va col suo fidanzato e la casa viene chiusa.
In miniera lavorano tanti bambini ma ce n’è uno, in particolare, a cui Malpelo si affeziona: Ranocchio. Ma Ranocchio, che alla miniera non è abituato, ben presto si ammala. Malpelo che in cuor suo non è totalmente cattivo, se lo carica sulle spalle e lo riporta in paese da sua madre, così almeno potrà morire in pace.
Adesso è completamente solo, e quando il padrone della miniera (un ingegnere capitalista stolto e insensibile, attaccato ai soldi e al profitto) lo manda a lavorare in una galleria lontana e pericolosa, lui ci va, tanto, pensa: “Io sono Malpelo e se muoio nessuno mi cerca”.
Tratto da una delle novelle più belle e conosciute di Verga.
The Childish War
Titolo originale: The Childish War
Paese: Iran; 2006; 90’
Regia / Direction: Abolghassem Talebi
Soggetto / Subject: Children
Sceneggiatura / Screenplay: Abolghassem Talebi
Fotografia / Photography: Hassan Pouya
Montaggio / Editing: Shahrzad Pouya
Suono / Sound: Mahmoud Samakbashi
Produzione / Production: Aviny Cultural and Art Organization
scheda tecnica
Un ragazzo di 12 anno di nome Ali, che vive in un villaggio iracheno ed ha perso la sua famiglia durante un raid aereo americano, scopre che il suo fratellino di un anno di età, unico membro della sua famiglia sopravvissuto, è scomparso.
Ali intraprende dunque un lungo viaggio ai confini dell’Iran alla ricerca di suo fratello, ma va incontro a numerose difficoltà e alla fine raggiunge un campo di rifugiati. Ciò che accadrà nel campo, da un lato favorisce la sua ricerca, ma dall’altro, è difficile da sopportare.
Abolghassem Talebi è nato nel 1961 a Tehran, in Iran e si è laureato in legge. E’ stato membro dello Screening and Licensing board. Il regista è attualmente direttore di una rivista cinematografica.
The Last Dining Table
Titolo originale: The Last Dining Table
Paese: South Korea; 2006; 94’
Regia / Direction: Roh Gyeong-tae
Cast
Baek Hyun-joo, Kim Do-yeon, Oh Heung-ki, Hong Suk-yeon, Hwang Bok-soon
Sceneggiatura / Screenplay: Gyeong-Tae Roh
Montaggio / Editing: Kim Mi-joo
Direttore artistico/ Art director: Kim Jae-chung
Suono / Sound: Lee Seung-chul
Musica / Music: Lee Jaesin
Produzione / Production: Kang Moon-suk, Park Jin-won
scheda tecnica
Per il suo film di esordio Roh Gyeong-tae ritrae una galleria di personaggi disparati ma allo stesso tempo interrelati. Un padre che non riesce a stare lontano dal mondo delle scommesse, suo figlio, malato di AIDS, lavora come ballerino in un cabaret gay. Nel frattempo la nonna tenta di divorziare da suo marito, nonostante questi sia già morto, una adolescente è preoccupata dal suo aspetto esteriore; una madre che cerca di mantenersi con difficoltà lavorando nella camera ardente della città.
Ogni personaggio abita uno spazio definito fra le viscere e i margini della società nella periferia e nei sobborghi di Seul.
Esclusi dal mondo ed emarginati quali essi sono, i personaggi condividono un ovvio desiderio di felicità. Faranno perciò qualsiasi cosa pur di raggiungere la serenità interiore anche se ciò significherà emigrare su Marte…
Roh Gyeong-tae ha frequentato il Columbia College, a Chicago e poi ha studiato cinematografia al San Francisco Art Institute.
Mentre si trovava li, egli ha realizzato due cortometraggi Father and Son (2005) e Reincarnation (2004). The Last Dining Table è il suo primo lungometraggio.
Vanaja
Titolo originale: Vanaja
Paese: India/USA; 2006; 111’
Regia / Direction: Raynesh Domalpalli
Cast
Mamatha Bhukya, Devi Urmila, Somayya Ramachandriah, Radhamma Krishnamma
Fotografia / Photography: Milton Kam
Montaggio / Editing: Robert Q. Lovett
Musica / Music: Indira Amperiani, Bhaskara S. Narayanan
scheda tecnica
Sullo sfondo dell’ India meridionale si narra la storia di Vanaja, quattordicenne, figlia di un pescatore che ha accumulato molti debiti, destinata ad appartenere ad una delle caste inferiori della società.
Decide di andare a lavorare nella casa di una ricca signora del vicinato in seguito ad una profezia rivelatale. Una maga le predisse che sarebbe diventata una grande ballerina. La padrona della casa era una ballerina e Vanaja sperava di poter ricevere da lei lezioni di danza tradizionale kuchipudi intanto che prestava servizio nella sua fattoria.
Dapprincipio le viene affidato il compito di badare agli animali. I suoi datori di lavoro si fanno un’ottima impressione su di lei e, nonostante i suoi superiori le complichino la vita, riesce ad ottenere un nuovo incarico nella cucina. Qui si confronterà con il difficile rapporto con il vcchio cuoco Radhamma. In seguito la padrona di casa invita Vanaja a giocare ad ashta chammà. La signora sta perdendo la partita e la ragazza decide di far si che ella si aggiudichi la vittoria.
La padrona apprezza la tattica di gioco di Vanaja e decide di premiarla offrendo di impartirle lezioni di danza. La fanciulla si dimostra una studentessa modello facendo molti progressi. Il declino del racconto inizia con l’incontro con Shekhar,figlio ventitreenne della padrona di casa. Ragazzo giovane ed affascinante aveva fatto ritorno dagli Stati Uniti per candidarsi alle elezioni locali. Un giorno viola tragicamente l’innocenza di Vanaja. Ad aggravare il già terribile accaduto sarà la conseguente gravidanza.

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